ti prendo per culo ERGO sono intelligente
a quanto pare:
Secondo Simone Shamay-Tsoory, ricercatore dell'Università di Haifa e
coautore dello studio pubblicato su Neuropsychology, il sarcasmo sarebbe
localizzato in una regione del cervello preposta alla scoperta di significati
nascosti. Capire l'ironia e il sarcasmo non è da tutti. (...) L'assenza di
sarcasmo può essere temporanea, oppure cronica, come nei pazienti che
hanno subito una lesione cerebrale prefrontale.
e pare anche che l'ironia e il sarcasmo siano sintomi di intelligenza in quanto, per usarli, il nostro cervello deve mettere in comunicazione contemporaneamente tre diverse aree , e non tutti ci riescono. Ora, se mi scappa una battuta che potrebbe sembrare una cazzata tremenda, una cazzata colossale: state attenti, probabilmente è una battuta finissima ed elaboratissima e il vostro encefalo sta girando a vuoto e non riesce a coglierne il senso. State attenti, dunque.

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scritto da raffaele alle ore 18:08
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(il morso?) della taranta.
Salento come marchio di fabbrica. Salento come specchietto per le allodole.
Basta dire salento, ormai, e gli affari girano. Eccome.
Ieri sera, si è andati al Livello 57, storico centro sociale scuffundato sotto un ponte appena fuori le mura di Bologna. La serata, tanto per cambiare, era dedicata al Salento, alla pizzica, alla taranta.
Con tanto di SAGGIO DI DANZA di uno pseudo corso di ballo, un corso che sarebbe dovto servire ad imparare il ballo della pizzica. Io non me ne intendo di pizzica, ma da quello che ho visto, manco le Lecciso potevano fare altrimenti. Non me ne intendo eppure son salentino, fino a prova contraria.
Sul maxischermo della sala andava la maxi proiezione di un filmato d'epoca sul fenomeno delle tarantolate, con le solite scene delle donne buttate a terra a contorcersi, dei ceri mpicciati a Santu Paulu etc etc. che insomma tutti sapete.
E poi, ospiti di punta della serata, gli Officina Zoè. Che hanno iniziato a suonare tardissimo, quando ormai gli effetti alcolici nei convenuti iniziavano purtroppo a calare. Così tardi che si udivano dal pubblico urla impazienti di invocazione del tipo "offizina fuoriii!!! offizina!!! Dio bon, fuoriiii!!!!"
Che , come sapete, a Bologna la C si pronuncia come Z dolce.
Ma va bene così, che si speculi pure.
E mi sia permessa la citazione del noto poeta R.de R. che, rinnegando il passato recente, dichiarò:
"A me, sto fenomeno ti la musica popolare, m'ha ruttu li cugghiuni!!"
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scritto da raffaele alle ore 15:58
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amanuense del terzo millennio
in biblioteca, in silenzio, a studiare.
Libro aperto, appunti pronti, testa china sulle pagine stampate, testa china sulle pagine scritte a mano, sugli appunti delle lezioni.
Testa china.
Le pagine, i libri, le penne.
Le penne che -e questo fa un certo effetto- le penne che poi si consumano, le penne che poi ad un certo punto finisce l'inchiostro. le compri e poi l'inchiostro scende scende e finisce. e tutte quelle parole le hai scritte tu.
Amanuense di uno studente che non sei altro, chino con la testa sui fogli, scrivi così tanto che finisci l'inchiostro delle penne.
nel 2005, nel maggio del 2005 - quasi giugno- fai l'amanuense.
e dal corridoio fuori dalla biblioteca , le voci sguaiate : "dotttoooree, doootttore..dottore nel buco del culo, vaffanculo, vaffanculo".
La giusta fine, l'epilogo dell' amanuense del terzo millennio.
P.S. Ora ho scritto "buco del culo" sul blog. Chiedo scusa. A tutti.
E chiedo scusa a quanti arriveranno sul sito dopo aver picchettato
su Google le parole "buco del culo". Niente, qui niente buchi, mi dispiace.
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scritto da raffaele alle ore 18:08
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25/05
E.T. telefono casa.
dove per e.t. si intende Extra Terrone.
e per "casa" si intende quella giusto dietro al campanile.
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scritto da raffaele alle ore 18:12
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L'Italia è in recessione, dicono quelli dell'Osce (si scrive così?).
Ma va'.
Ieri leggevo un editoriale dove si paragonava sta Penisola ad un Aereo che sta precipitando, dove a bordo i passeggeri litigano perchè la hostess non porta le noccioline. Si, insomma, rende l'idea.
In questo momento storico, datemi una nocciolina e non vi rompo li colioni.
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scritto da raffaele alle ore 17:57
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si parte
Arriva il momento che, vuoi o non vuoi, fai le valigie e parti. E te ne vai. E chi s'è visto s'è visto.
Arriva un momento, poco prima di decidere se partire o no, in cui inizi a pensare: ma parto davvero? Ma chi me la fa fare? Ma insomma, i problemi...Ma insomma, ponderiamo.
Poi ti afflosci ed ecco che riamani lì dove sei, non ti muovi più.
Niente, lasci perdere valigie e menate correlate, non parti +.
E invece no, tra partire forse-si e partire forse-no, si DEVE partire.
E mi sa, mi sa proprio che parto, sta volta.
Mi sa.
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scritto da raffaele alle ore 12:58
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about me
Biografia non autorizzata.
Raffaele nasce un bel po' di anni fa nella terra salentina, in un piccolo paesello sulla riva del mare ionio, in un luogo così a sud che più a sud non si può, in un luogo che, sei vai più a sud, cadi in mare. Appena nato le ostetriche dell'ospedale fanno a gara per cambiargli il pannolino, tutte affascinate dal pargolo che già le guarda con atteggiamento ammaliante. I dottori, anch' essi estasiati dal nuovo arrivato, fanno i complimenti alla mamma, ma le chiedono anche di tornare presto a casa col bambino perchè le infermiere non lavorano più e vogliono rimanere tutto il giorno in compagnia del bebè.
Rafeli cresce nella pianura e nel caldo torrido del Salento, frequenta tutte le scuole nel suo paesello, Nardò, fino a quando, arrivato alla veneranda età di 19 anni, decide che è arrivato per lui il momento di intraprendere la carriera di emigrante, che tanti suoi compaesani hanno iniziato prima di lui. Si trasferisce così in quel di Bologna (e tutti a chiedere: perchè Bologna e non Lecce o Bari? e lui a rispondere: perchè no? devo fare l'emigrante, dopotutto!).
Vive ora a Bologna già da qualche anno, dove peraltro sembra essersi trasferita metà della popolazione salentina, e dunque proprio emigrante non si sente, visto che spesso gli capita di ascoltare per strada qualche truce bestemmi (iastema) in stretto dialetto leccese, o di imbattersi in gruppetti di gente che suonano e ballano la pizzica per le strade del capoluogo emiliano (?), cose che neanche nell'entroterra più sperduto del tacco d'Italia capita di vedere.
Frequenta la Facoltà di Medicina Veterinaria ad Ozzano , ridente cittadina sperduta nel nulla a 15 km da Bologna, che raggiunge ogni mattina con la sua macchinina, rientrando quindi anche nella categoria del "pendolare" oltre che in quella dello studente "fuori sede" ( e in quella di "terrone").
Appena impara a digitare i tasti di un computer in una sequenza logica, decide che è arrivato il momento per lui di costruirsi un sito personale. Non sa ancora cosa ci metterà dentro ma in qualche modo riuscirà a riempire queste pagine, a costo di fare un copia e incolla selvaggio dai siti che incontra in giro per il Web.*
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scritto da raffaele alle ore 13:55
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....
Ieri sera conversazione telefonica con l'amico fraterno Stefano. Da Catania. E' da un po' che non ci si vede.
Anche lui completamente avvolto dai suoi studi scientifici, dalla sua Biologia marina e dalla passione per i cetacei.
"Sto diventando un ricercatore, Raffae'" mi dice.
E chi lo avrebbe mai detto, quello che mi ricordo è un estate che con lui (avevamo dieci anni) l'abbiamo passata a lanciare gavettoni dal balcone sulle macchine, fino a quando qualche
cosa si rompeva.
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scritto da raffaele alle ore 13:28
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...
C'ho un attimo bisogno di grattarmi. Ecco.
C'era il problema delle foto troppo pesanti da inserire nella grafica del blog. Mi sono appoggiato a Tripod di Lycos. Ora, si spera che non facciano dei controlli. Ho preso 50 Mb da loro per farmi il sito gratis, dove poi loro ci mettevano la pubblicità. Invece niente sito con loro, uso quei 50 Mb solo come appoggio per le foto. Magari se ne accorgono e mi tagliano. Boh.
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scritto da raffaele alle ore 12:57
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born in may
un giorno di pioggia Andrea e Giuliano incontrano Licia per caso.
No, cioè: un giorno di pioggia nasce il blog della Rafeli's Homepage.
Ed era ora.
Il rodaggio ormai è superato, le regole basilari ormai sono state assorbite, il linguaggio Html continua ad essere un entità impenetrabile, però a forza di darci dentro i risultati che voglio alla fine escono fuori.
Ebbene si.
Ah, che soddisfazione.
Ah, che panza che mi son fatto oggi a mensa.
Ohi, che panza.
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scritto da raffaele alle ore 13:47
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