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...e l'Aria era piena di Pensieri e di Cose da Dire. Ma in momenti simili vengono sempre dette solo le Piccole Cose.

...le grandi cose si acquattano dentro , non dette."

(A.Roy Il Dio delle Piccole cose)


 
 
 
 
 
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L' Ebete Analfabeta alla ricerca del Verbo                       parole  partorite con dolore il 26.10.2005
 

Dove per verbo- fate attenzione che non sono blasfemo- si intende non il Verbo in senso biblico ma il verbo in quanto verbo facente parte di una frase. E questo quello che io cerco. E questo che io spesso non trovo.

In che senso. Mi spiego.

Mi sono messo in testa -e ormai non si torna più indietro- di imparare questa benedetta lingua tedesca. Questa benedetta, bella, difficile, complicata, variegata, assurda, estenuante lingua tedesca.

Ne sono così convinto che adesso, quando mi rivolgono la parola in germanico, io ascolto e aspetto. Prima intendo una decina di giorni fa- non aspettavo neanche che finissero, dicevo subito: no, aspetta, non parlo tedesco, non lo capisco, mi scusi.  E me ne andavo via muto e a testa bassa.

Che figure di merda, pensavo.

Ora la situazione è cambiata, e non so dire se è migliorata. Adesso io aspetto il verbo. Perché nella lingua tedesca il verbo è quasi sempre alla fine della frase. E se si capisce quello, probabilmente si riesce a capire tutto il resto. Probabilmente.

Ma non è detto.

E allora adesso, quando mi rivolgono la parola, io aspetto la fine della frase, in attesa del verbo. Il problema è che a volte sfoggio anche una faccia interessata, la faccia di uno che capisce cosa gli si sta dicendo. Quando invece non sto capendo una mazza. E allora  poi il verbo arriva- puntuale alla fine della frase- e se io non lo conosco,  con la faccia interessata e sorridente devo annunciare di nuovo: mi scusi , non parlo tedesco, non  lo capisco, mi scusi.

Che figura di merda al quadrato, mi viene da pensare.

  

    

 

Ma per il resto mi sto ambientando, certo che mi sto ambientando. Mi sento a casa. In metro spesso trovo le stesse facce, che mi accompagnano nel tragitto casa-università. Ero sul gradino della scala mobile per uscire dalla metro, qualche giorno fa. E davanti a me, rialzata di due gradini c era una ragazza. Quei due gradini in più portavano la mia faccia alla stessa altezza delle sue natiche. E ho notato- e vabbè mica potevo fare altrimenti- la mutandina di pizzo grigio che usciva fuori dai jeans.

Eh, mi son detto, il pizzo grigio.

Poi ieri e giuro che non lho fatto apposta- davanti a me sulle scale mobili c era ancora lei. Con una mutandina bianca a righe, questa volta.

Ecco, appunto ,  questo solo per dire che mi sto ambientando. E che magari potrò un giorno sedermi accanto ad una ragazza che neanche mi conosce e potrei stupirla elencandole tutti i tipi di mutanda che possiede.

 

Oppure no, che magari mi arrestano.

 

P.S. questa è una parlamentare italiana ad una manifestazione studentesca. E l'emigrar mi è dolce, da questa merda.

scritto da raffaele alle ore 17:10 commenta leggi commenti (6)
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